Bonus infissi sconto in fattura: guida 2026
Lo sconto in fattura per gli infissi non è più disponibile per i nuovi lavori: aliquote 2026, requisiti tecnici ed ENEA per il bonus infissi.
Bonus infissi sconto in fattura: nel 2026 questa opzione non è più disponibile per la generalità dei nuovi interventi. Dal 17 febbraio 2023 lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati vietati per quasi tutti i bonus edilizi, comprese le detrazioni per la sostituzione di finestre e serramenti, e restano solo alcune eccezioni residuali previste dalla norma. Chi sostituisce gli infissi nel 2026 recupera quindi la spesa attraverso la detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, non con uno sconto immediato in fattura.
In questa guida vediamo come funziona oggi il bonus infissi, quali sono le aliquote di detrazione per il 2026, i requisiti tecnici da rispettare e perché lo sconto in fattura resti un'opzione praticamente residuale.
Bonus infissi 2026: come funziona oggi
La sostituzione di infissi (finestre, porte finestre, portoncini d'ingresso comprensivi di serramenti) può rientrare in due agevolazioni fiscali distinte, entrambe disciplinate dal decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63:
- Ecobonus (articolo 14 del decreto), quando l'intervento è finalizzato al risparmio energetico e rispetta requisiti tecnici specifici;
- bonus ristrutturazioni (articolo 16, comma 1, dello stesso decreto), quando la sostituzione degli infissi rientra in un intervento più ampio di recupero edilizio, senza l'obbligo di rispettare i requisiti energetici dell'ecobonus.
La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha esteso al 2026 le stesse aliquote già in vigore nel 2025 per entrambe le agevolazioni.
Le aliquote di detrazione per il 2026
Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione è la seguente:
| Anno | Abitazione principale | Altri immobili |
|---|---|---|
| 2025 | 50% | 36% |
| 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
L'aliquota più alta (50%) spetta a chi sostiene la spesa come proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Negli altri casi, comprese le seconde case, la detrazione è del 36%. Dal 2027, salvo ulteriori interventi normativi nelle prossime leggi di bilancio, le percentuali sono destinate a scendere rispettivamente al 36% e al 30%.
La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stata sostenuta la spesa. Trattandosi di una detrazione dall'imposta e non di un rimborso, chi non ha capienza fiscale sufficiente in un dato anno rischia di non riuscire a utilizzare per intero la quota annuale spettante.
Cosa comprende il bonus infissi
Ai fini della detrazione, per infissi si intende il serramento nel suo complesso: telaio, vetro e accessori, per finestre, porte finestre e portoncini d'ingresso. Rientrano nell'intervento agevolato sia la fornitura del nuovo serramento sia la posa in opera, incluso lo smontaggio e lo smaltimento di quello vecchio quando previsto dal preventivo dell'impresa.
Ecobonus o bonus ristrutturazioni: quale scegliere
Le due strade portano alla stessa aliquota di detrazione per il 2026, quindi la scelta dipende più che altro dalla situazione dei lavori:
- se si sostituiscono solo gli infissi e si vuole far valere il miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio, la strada dell'ecobonus richiede un adempimento in più, la pratica ENEA, insieme al rispetto dei requisiti tecnici;
- se la sostituzione degli infissi è una voce dentro un intervento di ristrutturazione più ampio, per esempio insieme al rifacimento di un bagno o degli impianti, può essere più semplice far rientrare tutto nel bonus ristrutturazioni, senza dover verificare separatamente i valori di trasmittanza termica;
- in entrambi i casi vale la regola generale delle detrazioni edilizie: la spesa va pagata con bonifico parlante e va riferita a un immobile per cui chi paga ha un titolo, come la proprietà, un altro diritto reale, oppure la locazione o il comodato con il consenso del proprietario.
In caso di dubbio sulla strada più adatta al proprio intervento, conviene chiedere un parere al proprio commercialista o CAF prima di firmare il contratto con l'azienda che eseguirà i lavori.
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Richiedi un preventivo gratuitoPerché lo sconto in fattura non è più un'opzione praticabile
Fino al 16 febbraio 2023 chi sostituiva gli infissi poteva scegliere tra la detrazione in dichiarazione, la cessione del credito d'imposta e lo sconto in fattura applicato direttamente dall'impresa. Con il decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, questa possibilità è stata eliminata per la generalità degli interventi a partire dal giorno successivo alla sua entrata in vigore.
Restano alcune eccezioni residuali, disciplinate in modo specifico dalla norma: per esempio gli interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche, le zone colpite da determinati eventi sismici e alcuni enti senza scopo di lucro. Sono casi particolari da verificare con un commercialista o un CAF prima di avviare i lavori: per la sostituzione ordinaria di finestre e serramenti in un'abitazione privata, nella quasi totalità dei casi oggi resta solo la via della detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.
Requisiti tecnici e pratica ENEA per l'ecobonus
Se la sostituzione degli infissi viene fatta valere come ecobonus, ci sono due adempimenti in più rispetto al semplice bonus ristrutturazioni.
Trasmittanza termica per zona climatica
I nuovi infissi devono rispettare valori massimi di trasmittanza termica, differenziati in base alla zona climatica in cui si trova l'immobile. Il rispetto di questi valori non è negoziabile: se il serramento installato non rientra nei limiti previsti, l'ecobonus non spetta, nemmeno in parte. Il tecnico o l'azienda che esegue la posa può indicare se il prodotto scelto rispetta i requisiti richiesti per la zona in cui si trova l'immobile.
Comunicazione ENEA entro 90 giorni
Per l'ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori, tramite il portale dedicato. La mancata trasmissione, o l'invio oltre i termini, comporta la perdita del beneficio fiscale. Se invece la sostituzione degli infissi rientra in un intervento di ristrutturazione più ampio, senza i requisiti energetici dell'ecobonus, la comunicazione ENEA non è richiesta.
Cosa serve per non perdere la detrazione
Alcuni adempimenti pratici valgono indipendentemente dalla strada scelta, ecobonus o bonus ristrutturazioni:
- pagare con bonifico bancario o postale "parlante", con causale del versamento, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale dell'impresa che esegue i lavori;
- conservare fatture, ricevute e documentazione di pagamento per eventuali controlli successivi;
- indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell'immobile e gli estremi delle fatture;
- per l'ecobonus, conservare anche la ricevuta di invio della pratica ENEA.
Quanto costa sostituire gli infissi
Il costo della sostituzione dipende soprattutto dal materiale del serramento, dalle dimensioni delle aperture, dalla tipologia di apertura (per esempio una porta finestra scorrevole rispetto a un'anta battente tradizionale) e dalla complessità della posa: un cantiere al piano terra con accesso diretto costa meno di uno ai piani alti senza ascensore o senza possibilità di montare un ponteggio. In termini indicativi, per la fornitura e posa al metro quadro:
- PVC: 350-500 euro al mq;
- alluminio a taglio termico: 450-650 euro al mq;
- legno-alluminio: 700-1.100 euro al mq.
Sono fasce indicative, ricavate da indagini di mercato e prezzari pubblici: il prezzo finale dipende sempre dal sopralluogo e dal preventivo dell'azienda che esegue i lavori. Chi vuole confrontare i materiali prima di scegliere può leggere anche la guida su infissi, meglio PVC o alluminio, quella sui prezzi degli infissi in PVC e quella sulla manutenzione di infissi in legno e alluminio.
Va ricordato inoltre che, per l'ecobonus, esiste anche un tetto di costo specifico per metro quadro fissato dal decreto sui requisiti tecnici (decreto 14 febbraio 2022, allegato A): serve a stabilire quale parte della spesa sia effettivamente ammissibile alla detrazione, non è un prezzo di mercato ma un massimale usato per il calcolo del beneficio fiscale.
Richiedere preventivi per la sostituzione degli infissi
Prima di scegliere aliquota, materiale e azienda, conviene sempre confrontare più preventivi: il prezzo del serramento, il costo della posa e le tempistiche dei lavori possono variare parecchio da un'impresa all'altra. Sul portale è possibile richiedere preventivi alle aziende di serramenti e infissi della rete, indicando il tipo di intervento e le caratteristiche degli infissi da sostituire. Contenuto aggiornato a settembre 2026: verifica sempre la normativa vigente al momento dei lavori, perché aliquote e requisiti dei bonus fiscali possono cambiare con le prossime leggi di bilancio.
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